Native Advertising

Native Advertising: cos’è e come creare engagement con formati pubblicitari innovativi

Esempi di Native Advertising per coinvolgere gli utenti con contenuti davvero rilevanti per il tuo brand

Al giorno d’oggi l’utente medio viene intercettato da circa 5.000 messaggi pubblicitari ogni giorno. La continua crescita della pressione pubblicitaria fa sì che sia sempre più difficile per gli advertiser catturare l’attenzione dell’utente. Dal canto suo quest’ultimo, per evitare di essere “bombardato” dalle comunicazioni pubblicitarie, sempre più spesso ricorre all’utilizzo di Ad Blocker, che impediscono il caricamento degli annunci pubblicitari.

Il Native Advertising nasce proprio per rispondere a queste problematiche. Con il termine Native Advertising si intende quella tipologia di advertising che non viene percepita come tale dall’utente, in quanto coerente per forma e/o contenuto al contesto in cui viene visualizzata.

Partendo da questa definizione, nel 2013 l’Internet Advertising Bureau (IAB) ha identificato come “native” 6 diverse tipologie di formati pubblicitari:

  • In-Feed: annunci a pagamento inseriti nel listing di contenuti di un sito editoriale.
  • Paid Search: annunci a pagamento inseriti nella pagina dei risultati di un motore di ricerca, come quelli gestiti tramite Google Adwords e Bing Ads.
  • Annunci sponsorizzati nativi all’interno dei social network: es: Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram, Youtube.
  • Recommendation Widget: annunci a pagamento che promuovono contenuti correlati ad un articolo (visualizzati a lato o in fondo alla stessa pagina e generalmente classificati con la dicitura “Potrebbe interessarti anche…”).
  • Promoted Listings: annunci a pagamento inseriti nel listing di prodotti di un e-commerce o classified (siti di annunci di vendita).
  • In-Ad: contenuti inseriti all’interno di un formato pubblicitario standard (es: formato 300×250).
  • Custom: iniziative speciali tailor-made condotte da un brand autonomamente o in collaborazione con un editore (es: articoli sponsorizzati).

A differenza della pubblicità tradizionale, che ha l’obiettivo di “distrarre” il lettore dal contenuto in modo da comunicare il messaggio, il Native Advertising ha come caratteristica fondamentale quella di non essere assolutamente interruttiva: il messaggio pubblicitario assume le stesse sembianze del contenuto, diventandone parte integrante.

L’obiettivo non è solamente quello di attirare l’attenzione dell’utente, ma anche e soprattutto quello di creare engagement attraverso contenuti rilevanti per l’utente.

È importante precisare che l’intento del Native Advertising non è quello di trarre in inganno l’utente e che il contenuto nativo deve sempre essere etichettato come “sponsorizzato”: nascondere i banner all’interno dei contenuti o far passare per articolo un publi-redazionale sono pratiche scorrette, anche da un punto di vista legale.

Il Native Advertising rappresenta un vantaggio per tutta la filiera:

  • I publisher forniscono contenuti di qualità e informazioni utili alla propria audience, senza andare ad interferire con la user journey dei propri utenti.
  • L’advertiser, attraverso il Native Advertising, comunica la propria offerta in maniera più rilevante ed impattante, quindi più efficiente in termini di performance. I principali KPI per valutare la bontà di una campagna native sono: traffico veicolato al sito, tempo speso sulla pagina ed engagement.
  • L’utente finale viene esposto a comunicazioni pubblicitarie non invasive e coerenti con i suoi interessi.

Per ottimizzare i risultati ci sono alcune best practice da seguire, ad esempio usare copy e immagini che non facciano espressamente riferimento al brand e che incuriosiscano l’utente portandolo a cliccare sull’advertising.

Il panorama è in forte evoluzione, soprattutto riguardo la possibilità di acquistare spazi pubblicitari nativi in Programmatic, che permetterà di ottimizzarne le performance in tempo reale direttamente da piattaforma.

Esistono sempre esempi di Native advertising efficaci: l’integrazione di questa tipologia di advertising all’interno del media mix permette di veicolare traffico di qualità al sito e di incrementare l’engagement dell’utente, andando quindi a supportare le performance registrate dai canali di conversione.

Fai in modo che sia l’utente stesso a volerne sapere di più! Go native!

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